Uno spazio per governare – Concorso per il nuovo Parlamento della Repubblica d’Albania

di Albana Tollkuci

Spinta da un’inarrestabile esigenza di attualità, Tirana è forse l’ultima fra le capitali europee a promuovere, con occhi freschi di ‘postmodernità’, il concorso internazionale per la nuova sede del Parlamento democratico. Il concorso si è tenuto nel giugno scorso a Tirana, ed è stato guidato da una giuria presieduta da Gae Aulenti.

L’obiettivo era, al di là delle ragioni strettamente funzionali, quello di avere un progetto che esprimesse rispetto ma anche senso critico nei confronti dell’edifico esistente, l’ex ‘Polibyro’, sede attuale del Parlamento. Questo tema è stato anche un punto fondamentale su cui si è basata l’aggiudicazione del concorso. Concepito negli anni ‘50, con chiari colori neoclassici, dall’architetto Anton Lufi, l’edificio servì durante i cinquant’anni della ex-dittatura comunista come sede principale dei rappresentanti politici ed era il luogo più importante in cui venivano promulgate le decisioni e le direttive storico-politiche dell’epoca. La commissione che ha redatto il bando del concorso, ha definito in maniera chiara e specifica l’interesse per un progetto che prevedesse una ‘aggiunta’ architettonica all’edificio esistente, che riuscisse a mettere a confronto, a far coesistere, due culture diverse, due diversi approcci, lontani nel tempo. Questi si dovevano incontrare in una sintesi architettonica che esprimesse una visione positiva del futuro di una cultura che ha ormai lasciato alle spalle un passato oscuro e lontano. Con simili premesse le proposte presentate sono state molto diverse fra loro: si andava da un eclettismo forse eccessivo, alla sopravvalutazione dell’iconografia storica albanese, fino al rigore razionale e formale ad una ‘dimissione’ raffinata, espressiva e decostruttiva, dove la proposta del nuovo oscillava fra la necessità di avere un nuovo segno evidente nel prospetto principale lungo il boulevard, e quello di non interferire sulla sua integrità formale e storica. Alla ricerca di un nuovo parlamento democratico di tutti gli albanesi, dopo un vivace dibattito architettonico, la corona del vincitore è stata assegnata al gruppo costituito da Mario Campi, Fabio Reinhard e Jano Agron. Un progetto ‘contrastante’ ed ‘antitetico’, fin dalla genesi: la proposta presenta un peso volumetrico rilevante che si sovrappone all’edificio preesistente, rapportandosi in maniera rilevante ad esso. Credo che in questa scelta abbia prevalso lo spirito politico, più che quello architettonico: questa soluzione, inserendosi con forza nel rigore lineare della silhouette ‘bosiana’ del Boulevard Brasiniano, esprime ancora una volta il desiderio di ‘rivalsa’ che pervade lo spirito della cultura e della società albanese che, come in un accennato paragone con Sisifo, vede realizzare con difficoltà i propri obiettivi.

giuria: Gae Aulenti (presidente)

Iñaki Abalos, Preston Scott Cohen, Georg Pendl, Albert Dubler, Agron Lufi, Florian Nepravishta

ente banditore: Parlamento della Repubblica di Albania

procedura: concorso di progettazine in due fasi

esito: 11 gennaio 2007

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