Per i bambini – Sou Fujimoto, Centro di riabilitazione psichiatrica infantile

testo di Daria Ricchi

Il progetto per il Centro di riabilitazione psichiatrica infantile è riassunto in una frase del suo progettista: la pianta ha l’apparente capacità di risultare compatta, in maniera flessibile, grazie alla casualità della sua composizione, o meglio della sua scomposizione. Nonostante lo spazio sia frutto di un infinito e rigido processo progettuale, il risultato appare completamente casuale.
Dislocato su 14.000 mq di terreno, ne occupa appena 1.600 in costruito. Non è un edificio, ma una serie di edifici, o un edificio ‘diffuso’, per questo non ha un centro o ne ha molteplici. Ed i centri cambiano a seconda dell’utente interessato, dei momenti della giornata o a seconda di quale volume sia illuminato. Si tratta quindi di centri relativi: per lo staff medico, la stanza del personale diviene un centro funzionale, mentre per i bambini il centro diviene alternativamente il soggiorno, la zona giochi, la propria stanza o le alcove.

I volumi, come scatole, sono ruotati con diverse angolazioni per ospitare ogni genere di struttura, cu- cine, stanze terapeutiche, dormitori, servizi igienici e spazi medici.
Sou Fujimoto, architetto giapponese classe 1971, ha cominciato la sua carriera progettando strutture ospedaliere. Risale al 1996 il suo primo edificio costruito, una casa di cura proprio nella prefettura di Hokkaido. Nella stessa zona ha poi realizzato una serie di progetti, tra i quali un dormitorio sulle colline, in cui propone già una sorta di piccolo villaggio diffuso, volumi semplici e colore scuro. A qualche anno fa risale invece la costruzione di due residenze private, sempre nella stessa zona. Cambia la committenza e la tipologia di incarico, ma i volumi rimangono come nel progetto per il centro di riabilitazione, dei parallelepipedi con tetto a due spioventi.

Sono proprio i tetti a due falde, il ritmo che varia nell’altezza dei ventiquattro volumi che compongo- no il progetto e la loro disposizione ‘pseudo-casuale’ a conferire un aspetto dinamico al progetto. Il rischio di un ambiente angusto è solo sfiorato dalla totale assenza di colore, dalla scelta del bianco acromatico.

Alta luminosità ma senza tinta. Se esso ha una valenza terapeutica, questa importante funzione è gio- cata anche dagli spazi di connessione che offrono rifugi alternativi e confortevoli, una sorta di alcove che si ricavano tra un volume e l’altro dove i bambini possono giocare e nascondersi o semplicemente addormentarsi. Gli spazi che collegano i volumi ospitano anche le stanze dove cenare e pranzare as- sieme.

Sou Fujimoto si inserisce in quella tradizione di giovani architetti che non hanno goduto della fortuna e della ricchezza del Giappone anni Ottanta e, alla stregua di molti architetti contemporanei giapponesi, ma anche di molti colleghi europei, è nella semplicità delle forme ed in una composizione progettuale sobria e non ostentata che si riconosce e apprezza il loro attuale lavoro.

 

nome progetto Centro per la riabilitazione psichiatrica dei bambini

progetto Sou Fujimoto Architects

superficie lotto 14.590 mq superificie costruita 1.604 mq luogo Hokkaido, Giappone

www.sou-fujimoto.com

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