Sani e salvi – Il design per proteggere il corpo e la mente

a cura di Fabio Rosseti

Alla fine del 2005 si aprì al MoMA di New York una mostra molto particolare dal titolo SAFE: Design Takes On Risk, che raccoglieva 300, tra prodotti e prototipi, pensati e progettati in risposta alle minacce, fisiche e psicologiche, che possono assillare l’individuo.  La risposta ad una delle ossessioni del mondo occidentale contemporaneo, la ricerca della sicurezza, si esprime così attraverso oggetti più diversi: da rifugi di emergenza gonfiabili a giacche con 44 tasche dove riporre tutto l’occorrente per la sopravvivenza, da gusci in poliuretano antisommossa a sistemi solari di filtraggio delle acque inquinate o saline, dal defibrillatore portatile ad un nuovo concetto di confezioni per farmaci. La caratteristica comune a questi oggetti è la capacità di rispondere a bisogni concreti, nati da situazioni di pericolo, ma anche a quei ‘bisogni’ emozionali che dalle stesse situazioni nascono, portando un conforto spesso intangibile ma efficace. Nasce così, ad esempio, un tavolo di acciaio laccato di rosso, studiato presso la Scuola di design di Losanna, per essere utilizzato in condizioni di emergenza e quindi dotato di un completo kit di prima sopravvivenza fissato sulla faccia inferiore del piano di appoggio. Qui fra una coperta, un casco di protezione, l’ossigeno, un estintore, un kit di pronto soccorso medico, l’acqua, il progettista ha inserito tutto l’occorrente per realizzare e mangiare una perfetta fonduta svizzera (anche se liofilizzata). è evidente che al di là dell’ironia quello che un’opera come questa esprime, e che in emergenza è importante, è la necessità di fornire un conforto non solo fisico ma anche psicologico attraverso, ad esempio, il recupero di gesti quotidiani (la fonduta, per uno svizzero) in situazioni di estrema difficoltà. Un altro degli aspetti indagati nella mostra è la capacità dell’informazione, se chiara e comprensibile, di essere uno strumento di sicurezza e di salute. Fu presentato quindi in questa occasione il Sistema ClearRx, realizzato da Deborah Adler e Klaus Rosburg per le farmacie di una grande catena americana. Questo sistema, composto da contenitori per pillole e liquidi, è stato pensato per semplificare la lettura e la comprensione delle informazioni, minimizzando così il rischio di assumere farmaci o dosi sbagliate per scarsa chiarezza delle etichette. Il flacone, ad esempio, presenta sempre una faccia piatta, per l’etichetta, in modo che le informazioni più importanti, organizzate gerarchicamente, possano essere lette anche a colpo d’occhio.

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