La scatola sacra – FUKSAS, Complesso parrocchiale San Paolo a Foligno

 

testo di Elisa Poli

Far parlare il sacro è sempre un compito particolarmente difficile. Le cattedrali, costruite con le pietre dei secoli, risiedono immutabili – anche quando non ancora finite – nei luoghi più intimi ed esposti delle città; sono il simbolo della nostra cultura, il segno di uno spazio oggettivo, uno dei pochi forse che oggi ci rimane. Le chiese storicamente erano la casa dei fedeli – quando la religione rappresentava un aspetto condiviso e condivisibile della società – uno spazio simbolico e al contempo vivibile, vissuto, consumato dal fumo delle candele e dal passaggio dei piedi degli uomini. Non è cambiato di molto questo atteggiamento anche quando ai luoghi sacri se ne sono aggiunti altri, fortemente evocativi del bisogno che il pubblico dimostra nei confronti della propria sintassi minima, come i musei, gli stadi, le stazioni e gli aeroporti. Ma le chiese sono rimaste. Anche nel Novecento, quando la fabbrica ha rappresentato il nuovo culto delle città, anche quando Michelucci ha progettato il suo capolavoro non più all’interno di una piazza ma nel movimento futurista dell’autostrada, anche allora il sacro ha mantenuto la sua forza, forse l’ha accresciuta. Il primo ostacolo al concepimento dello spazio sacro risiede proprio in una dialettica insolubile: accogliere da una parte le numerosissime voci dei fedeli che l’abiteranno e trasformarle in un oggetto ermetico, capace di contenere il silenzio, la preghiera interiore. Il secondo ostacolo consiste invece nel concetto di limite: il perimetro della chiesa non può essere approcciato se non con un taglio netto, una variazione di ritmo improvvisa. Non ci si avvicina al sacro, non lo si può omettere nell’attesa di una processione di eventi visivi che ce lo rendano meno totalizzante, lo si può solo vivere. Il terzo ostacolo, questo inerente alla nostra epoca, riguarda il linguaggio: come farlo parlare pur concedendogli il grande privilegio del silenzio?

A far parlare il sacro ci ha provato di recente Massimiliano Fuksas attraverso il progetto per la Chiesa di Foligno. Un compito difficile, svolto con totale consapevolezza e dedizione. Il programma prevedeva la costruzione di un complesso parrocchiale costituito da un corpo principale destinato a chiesa, uno secondario occupato dalla sacrestia, mentre un terzo elemento, che unisce questi ultimi due, ospita la cappella feriale. Fuksas ha immaginato un edificio costituito da due parallelepipedi inseriti uno nell’altro, di cui il maggiore, esterno, cubico e silente è attraversato nella parte bassa da una larga e bassa feritoia che costituisce l’ingresso principale, a cui si accede tramite una rampa, mentre il secon- do, come una scatola aperta e sollevata da terra, racchiude al suo interno l’altare e lo spazio di culto. La parte esterna, in calcestruzzo armato a vista è interrotta da una serie di aperture che richiamano metaforicamente antichi rosoni e concedono allo sguardo di penetrare la massa solida della chiesa. La parte interna – un velario con struttura in acciaio e finitura in intonaco di cemento alleggerito – viene appesa per mezzo di travi in acciaio posizionate in copertura. Questo elemento, che definisce la forma a pianta centrale, costituisce al contempo – proprio per la sua forma – l’idea di un peristilio interno senza colonne, suddividendo il percorso dell’atrio da quello della navata laterale e del presbiterio. L’idea molto forte di smaterializzare all’interno il senso dell’edificio lasciando che sia la luce, filtrata sapientemente, a formarne le gradazioni d’intensità, bilancia la geometria forte e pulita dell’edificio esterno che annuncia, nel paesaggio tutto triangolare delle montagne, la presenza del sacro contempo- raneo. Le forme, in questa nuova opera di grande intensità, raccontano il senso di un percorso interiore che ha saputo coniugare i rimandi storici e le suggestioni di un’architettura archetipica.

foto di Moreno Maggi

nome progetto Complesso Parrocchiale San Paolo

progetto Massimiliano e Doriana Fuksas

strutture Gilberto Sarti

impianti A.I. Engineering

interventi artistici Enzo Cucchi, Mimmo Paladino

impresa di costruzione Ediltecnica

committente Conferenza Episcopale Italiana – Diocesi di Foligno

arredi sacri in pietra Fuksas Design Scalpellino Maurizio Volpi

arredi in legno Fuksas Desing Falegnameria Bertini

corpi illuminanti Fuksas Desing iGuzzini illuminazione

luogo Foligno (PG)

progetto 2001-2009

fine lavori 2009

superficie lotto 20.690 mq chiesa 610 mq

complesso parrocchiale 1.300 mq

volume utile lordo 87.000 mc

costo 3.600.000 euro

www.fuksas.it

 

Share:

Discussions — No responses yet