Racconto norvegese – Steven Holl, Knut Hamsun Center

testo di Pierpaolo Rapanà

Fin dal progetto Bridge of Houses (New York, 1979) e dai primi studi tipologici dove i singoli edifici erano disegnati sul carattere specifico di abitanti immaginari – gli alloggi dell’Hybrid Building sono progettati per ospitare personaggi dal carattere malinconico o tipi estroversi, per un poeta o un musi- cista – Holl si distingue per un approccio narrativo al progetto e per l’attenzione alle qualità essenziali dei materiali e della luce. La carica espressiva delle sue architetture sembra risiedere nella libertà compositiva con cui egli ricombina vocaboli d’estrazione modernista ed elementi archetipici (fessura, porta, bucatura, ecc.) e soprattutto nel modo in cui tali originali aggregazioni di proto-elementi sono tenute insieme e trovano la propria giusta collocazione – spaziale e concettuale – pur fluttuando in spazi deformati, in sezioni spugnose e oblique, ora grazie alle qualità percettive che ne scaturiscono, ai tagli di luce, alle ombre, ora per un rigido tracciato regolatore che misura e accentua deformazioni e slittamenti, o ancora per la trama narrativa in cui s’inseriscono con rimandi ad un concetto preordinato tratto dalla letteratura o dalla scienza.

A Hamarøy (Norvegia, Circolo Polare Artico), nel museo dedicato alla memoria del più prestigioso
scrittore norvegese del ventesimo secolo, Knut Hamsun, una citazione letteraria è ancora una volta
alla base del progetto. L’idea della ‘torre’, presente in molti racconti di Hamsun in forma di dispositivo
metaforico, diventa per Holl trasposizione architettonica del viaggio di Nagel, protagonista del racconto Mysteries, e traduzione letterale della torre nera con cui una piccola comunità Norvegese si presenta al giovane visitatore. Il concetto fondante di edificio come corpo o campo di battaglia di forze invisibili [«building as a body, battleground of invisible forces»] emerge sin dai primi schizzi e si manifesta nelle deformazioni inflitte al corpo verticale, come percorso da forze invisibili che premono sulle pareti scure. Forze geologiche, le stesse che hanno generato il meraviglioso paesaggio artico circostante. Anche la pianta si piega alle stesse pressioni esterne. Ciascun elemento s’incastra a suo modo nel reticolo concettuale: la sezione – denominata da Holl nei suoi schizzi section of trapped shadows – è scavata dai raggi del sole che penetrano dall’alto e si fanno strada tra i vuoti dei solai attraverso l’intera sezione rimbalzando sulle pareti lievemente inclinate. Le scritte riportate sugli schizzi in corrispon- denza degli affacci, delle terrazze (Big brown dog, Girl w/sleeves rolled up polishing panes, Balc of the empty violin, Balc of the two blue feathers, ecc.) rimandano ad altri racconti di Hamsun (Hunger, Pan, Growth of the soil). Il legno nero delle pareti esterne è lo stesso delle grandi chiese norvegesi, mentre il trattamento del tetto con il fitto canneto di bambù reinventa le zolle d’erba che ricoprono i tetti delle costruzioni vernacolari della regione.

Ogni progetto di Steven Holl ci parla, più che di parallasse, della profonda compromissione tra forma e concetto, esperienza e memoria, spazio e tempo.

SHA-Hamsun-603SHA-Hamsun-117

nome progetto Knut Hamsun Center

progetto Steven Holl Architects

progettista Steven Holl

associato Noah Yaffe (esecutivi)

responsabile di progetto Erik Fenstad Langdalen (sviluppo del progetto)

gruppo di progetto Francesco Bartolozzi, Ebbie Wisecarver (esecutivi); Gabriela Barman-Kraemer, Yoh Hanaoka,

Justin Korhammer, Anna Müller, Audra Tuskes (sviluppo del progetto)

architetti associati LY Arkitekter (esecutivi)

ingegneria strutturale Guy Nordenson and Associates (sviluppo del progetto)

ingegnere strutturale Rambøll Norge (esecutivi)

ingegneria meccanica Ove Arup (sviluppo del progetto)

ingegneria meccanica Rambøll Norge (esecutivi)

ingegneria elettrica Rambøll Norge (esecutivi)

consulenza illuminotecnica L’Observatoire International (sviluppo del progetto)

consulenza illuminotecnica Vesa Honkonen Architects (esecutivi)

architettura del paesaggio Landskapsfabikken (esecutivi)

committente Nordland Fylkeskommune

luogo Hamarøy, Norvegia

data progetto 1994

fine lavori 2009

superficie 492 mq

www.stevenholl.com

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