AND 21 – PAOLO ZERMANI > Disegno e identità

Alla fine del Settecento Quatremére de Quincy faceva una distinzione fra ‘composizione architettonica’ e ‘concezione architettonica’ rilevando come quest’ultima sia un’operazione dello spirito che può esprimersi anche solo con uno schizzo.
è prerogativa di pochi poter esprimere con estrema sintesi, attraverso la semplicità di un tratto, un mondo interiore profondo e radicato in campi disciplinari non separati, ma vissuti intensamente come parti di un pensiero comune. 

In questo senso la ‘concezione architettonica’ e il ‘disegno’ hanno composto il binomio di questo numero dedicato al pensiero di Paolo Zermani e alla sua capacità di materializzare le sue ‘concezioni’ attraverso il tratto preciso e incisivo di una matita sul tavolo dell’ideazione.
Questo appuntamento di AND non rappresenta quindi una riflessione generica o pluralista su un panorama culturale ed architettonico, spesso difficile da interpretare e decifrare, bensì una pausa vera di riflessione sul ruolo culturale del progettista capace di innestare sul territorio un pensiero, una ‘concezione’ e non un segno da aggiungere agli altri.

Paolo Zermani ci ha dato questa opportunità aprendoci le porte delle stanze del suo pensiero, guidandoci attraverso le sue opere, come attraverso i suoi disegni, in un percorso fatto di parole, misure, confronti, sguardi, intervalli fra rivelazione e mistero, di vicinanze e distanze, di panorami. Per AND questo appuntamento narrativo ha rappresentato soprattutto, dopo quasi dieci anni di vita e di ricerca editoriale, l’occasione per navigare attraverso il panorama architettonico contemporaneo grazie all’ausilio di una ‘bussola dell’architettura’ capace di evitare i pericolosi scogli delle deviazioni o evasioni attraverso la consapevolezza che gli strumenti della disciplina sono sempre gli stessi e non possono essere confusi, piegati o distorti.

La ‘misura’ di Paolo Zermani, come persona e come architetto, è stata il filo di Arianna che vi accompagnerà fra le righe, le immagini, ma soprattutto i disegni contenuti nelle pagine di questo momento narrativo, pur nella consapevolezza che è stato solo un passaggio breve e che non potrà essere esaustivo nel comunicare momenti di confronto e scambio intensi come quando abbiamo potuto contemplare, distesi sui tavoli o sul pavimento della sua casa, molti disegni di Zermani con una emozione che spero si possa cogliere attraverso questa piccola finestra editoriale.

Colgo infine l’occasione per ringraziare Paolo Zermani per la sua disponibilità e per la sua vera gentilezza manifestate anche attraverso una condivisione del lavoro editoriale che è stata la dimostrazione, per noi che in questi mesi ci abbiamo lavorato a stretto contatto, di una dedizione profonda verso il racconto architettonico.

Share:

Discussions — No responses yet