Chiesa di San Giovanni, Perugia

Un frammento d’Umbria, un casale rosa, gli ulivi, la speculazione edilizia si contendono il fondale su cui nasce la chiesa francescana che prevalentemente sarà vista dall’alto.
La chiesa e il centro parrocchiale si appoggiano al corpo della collina attraverso una sequenza che privilegia il concetto di costruzione, di scavo, di piazza bassa e piazza alta che è nella storia della città di Perugia, di quel suo centro che i perugini chiamano, significativamente ‘Acropoli’.

Una linea retta segna il percorso sacro del sagrato alla chiesa principale alla chiesa feriale alla canonica: lungo questa linea gli spazi si dispongono come Stazioni.
Il percorso è duplicato all’esterno, attraverso la grande scala che lega la piazza Bassa e la piazza Alta, con una dimensione analoga al corpo della chiesa.

In sezione il corpo della chiesa, alto tredici metri lineari, raggiunge la stessa quota altimetrica del centro parrocchiale, alto sei metri e cinquanta.
La quota superiore degli edifici è così identica e amplifica la presenza della scala, piazza anch’essa, che congiunge il sagrato inferiore con quello superiore.

La chiesa principale ha la sua entrata sul sagrato inferiore, verso strada, la chiesa feriale ha l’entrata sul sagrato superiore, verso il centro parrocchiale. Entrambe le chiese sono accessibili anche dalle direzioni opposte.
Il corpo complessivo della chiesa è attraversato da una linea di luce che, nella chiesa principale, segna il taglio verticale della facciata e continua in copertura, accompagnando il fedele fino all’altare. Analogamente avviene nella chiesa feriale, in opposta direzione.

La linea di luce, come la croce che essa forma in facciata intersecandosi con una putrella in ferro,
è leggibile dalle colline e segna il confine tra spazio interno e cielo.
Il blocco pietroso chiesa principale-sagrestia-chiesa feriale, come una continuazione della natura del suolo, si sviluppa sul fronte strada, chiudendolo per cinquanta metri lineari, costituendo una sorta di grande muro, di suolo rialzato che protegge lo spazio doppio, vuoto, della grande scalinata-piazza rivolta a monte, verso la collina, dal traffico veicolare. Se pure la grande croce di facciata rimane impressa su chi si affaccia all’incrocio, giungendo da Perugia, l’organismo architettonico organizza poi uno spazio protetto per la comunità che si svolge al proprio interno.
Il mattone che appare in piena vista come materiale esterno e interno, consacra l’appartenenza alla natura del suolo e alla storia, all’identità di Perugia e dei suoi santi.

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foto di Mauro Davoli

nome progetto Chiesa di San Giovanni St. John’s Church

progetto Paolo Zermani, Siro Veri, Mauro Alpini con Mauro Alpini, Fabio Capanni, Giacomo Pirazzoli, Fabrizio Rossi Prodi collaboratori Giovanna Maini, Tomohiro Takao

cronologia 1997-2007

luogo Ponte d’Oddi (PG)

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