AND 27 – ARTE > TERRITORIO

Quale meccanismo può creare, nel binomio arte e territorio, una nuova strategia di rigenerazione dello spazio pubblico senza cadere nelle dinamiche, a volte elementari, di considerare, in genere, la città o il territorio una tela passiva che accolga come sfondo l’arte?
Costruire un numero su questo binomio fantastico (arte AND territorio) ci permette soprattutto di riflettere sul ruolo rigeneratore dell’arte quando lo spazio pubblico è capace di allontanarsi da concetti come museo urbano, land art, street art, etc. Se l’approccio è riconducibile a queste dinamiche già vissute o sperimentate il binomio non può che perdere il significato contemporaneo di una simile operazione culturale vista la velocità delle relazioni e la leggerezza, come la percepisce Italo Calvino, che caratterizza il nostro tempo. Spesso le nuove strade si presentano spontaneamente, senza strategie, come per tutte le innovazioni nella storia delle relazioni fantastiche. Per fare luce sulla riflessione da intraprendere dopo questo numero può essere utile dare una testimonianza di cosa può accadere quando le circostanze impongono scelte decise, non programmate, senza strategie di comunicazione specifiche. Anche il concetto di “strategia” è novecentesco come quello di “comunicazione” pertanto i motori per nuovi “binomi fantastici” non possono che scaturire dalla casualità, dalla relatività degli eventi. A Londra, nel 2007, la Whitechapel Gallery, una galleria d’arte pubblica nata nel 1901, viene indicata all’interno dei piani urbanistici quale attore fondamentale del processo di rigenerazione nel processo di riqualificazione urbana fortemente sostenuto dalle amministrazioni municipale e di quartiere per questa parte di città. All’arte contemporanea e alle istituzioni e industrie culturali operanti nell’area, viene riconosciuto quindi un ruolo centrale nello sviluppo urbano. Nel 2008 la sede di Whitechapel Gallery chiude parzialmente al pubblico per lavori di ampliamento. Questo evento costringe gli ideatori a costruire un’alternativa alla staticità della Galleria: nasce il progetto “The Street” con cui l’arte si proietta all’esterno, nel reale contesto urbano circostante, divenendo così immediatamente accessibile e fruibile alla città stessa. Quello che è successo, ed ancora accade, in questo territorio urbano e rurale della Valdera non si discosta molto. Anche qui è nata, spontaneamente e senza una strategia se non quella del “fare”, un’esperienza in cui l’arte, o meglio “Le Arti”, sono uscite dai loro luoghi tradizionali di rappresentazione per invadere un territorio e degli spazi urbani e architettonici e per una volta attori apparentemente lontani fra loro (architetti, artisti, cantanti lirici, musicisti, banchieri, industriali e tanta gente comune) hanno trovato il loro “autore”, che li accumuna nella diversità, proprio in questo binomio che lega arte e territorio.

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