Lighting design e architettura sacra

L’uso della luce artificiale nei luoghi sacri, come Chiese e Santuari, deve seguire linee guida precise.  I due interventi sull’Abbazia Benedettina Olivetana di Seregno e il Santuario della Madonna dei Miracoli a Carnagotestimoniano con successo l’impegno di Fabas e Atiled,  che hanno realizzato i progetti di lighting design, anche in questo campo.

Precise direttive della CEI indicano, infatti, che la luce artificiale deve rispecchiare il più possibile la luce naturale per garantire il dovuto risalto all’armonia delle architetture delle varie epoche e dei beni artistico-culturali in esse custoditi. La concezione e l’allestimento degli effetti luminosi devono essere a puro servizio degli eventi liturgici e creare con la luce un criterio di gerarchie di impatto visivo. Ogni chiesa richiede quindi un progetto di illuminazione dedicato, che non può essere replicato o standardizzato.

Nell’Abbazia Benedettina Olivetana di Seregno e nel Santuario della Madonna dei Miracoli di Carnago, Fabas e Atiled hanno dovuto garantire il comfort visivo a officianti, fedeli e visitatori, evitando effetti di abbagliamento e installando gli apparecchi in modo che non fossero visibili.
Il tutto unito a criteri di risparmio energetico e contenimento dei costi di manutenzione.

L’illuminazione doveva poi essere in sintonia con i colori e con i materiali predominanti impiegati nella costruzione oltre ad evocare effetti suggestivi generati dalla luce naturale nelle ore diurne.

Durante la celebrazione, l’altare è il luogo centrale della liturgia eucaristica e gli apparecchi dedicati alla sua illuminazione dovevano garantire un livello di illuminamento di circa tre volte superiore all’illuminazione generale.

In entrambi gli interventi Fabas e Atiled hanno adottato due tipi di illuminazione: quella puntuale e diretta per croci, altari, confessionali e opere d’arte, che è stata ottenuta tramite faretti e quella diffusa, per presbiteri, absidi e cupole, che ha visto l’utilizzo di corpi illuminanti nascosti nei cornicioni. Gli stessi criteri sono stati utilizzati per le cappelle laterali. Una serie di punti luce posizionati sopra alla trabeazione dei pilastri e del matroneo ha generato l’effetto di un percorso che conduce al punto di massima luminosità, che coincide con l’altare.

In seguito a queste scelte progettuali, gli ambienti e ogni elemento interno sono risultati perfettamente illuminati e identificabili.

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