UNFINISHED – Il depuratore incompiuto alle Cave di Cusa, progetto per la ricezione turistica

di Andrea Benincasa

Il progetto di architettura, oggi più che mai, è chiamato ad affrontare questioni che riguardano l’esistente, spesso per rimettere in gioco e risolvere situazioni spaziali entrate in crisi o lasciate irrisolte. Situazioni particolari riguardano contesti con strutture e manufatti che, addirittura, non sono stati mai portati a compimento, con l’unico risultato di avere spesso compromesso equilibri paesaggistici e ambientali e di avere mortificato il ruolo dell’opera pubblica. È questo il caso di un impianto di depurazione incompiuto costruito negli anni settanta a poche centinaia di metri dal Parco Archeologico delle Cave di Cusa e fra due bagli storici, le cui vasche da più di quarant’anni giacciono incompiute scavate nella roccia. L’esperienza progettuale intende avviare una riflessione su tale area assumendo l’incompiuto come suggestione per attivare, attraverso l’architettura, nuove strategie in grado di restituire qualità al territorio, rispondendo ai reali bisogni della collettività. La strategia d’intervento consiste nella progettazione di una struttura destinata alla ricettività turistico-alberghiera, con spazi di relax ed intrattenimento. Un volume monolitico, seguendo l’allineamento longitudinale delle vasche esistenti sul lato ovest del sito, si poggia su di esse inglobandole al suo interno. Su di esso poggia leggero un padiglione d’ingresso all’edificio. Le vasche del vecchio depuratore, come dei negativi, diventano dei vuoti nel nuovo volume, assumendo la funzione di corti al suo interno. Al carattere fortemente stereotomico della piastra si contrappone tettonicamente il padiglione d’ingresso su di essa poggiato, unico oggetto che emergendo dalla piastra, si rende visibile a chi passa dalla strada.

 

 

 

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