https://and-architettura.it/index.php/and/issue/feedAND Rivista di architetture, città e architetti2026-05-20T21:09:59+00:00Open Journal SystemsAND, Rivista scientifica di architettura e designhttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/690Materia Ceramica > Materia Pietra2026-05-20T21:09:59+00:00Paolo Di Nardoalykandro@gmail.com2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/ihttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/691Superfici narrative2026-05-20T21:09:59+00:00Martina Carandentealykandro@gmail.com<p><span class="s5">Il presente </span><span class="s5">articolo </span><span class="s5">indaga e </span><span class="s5">rilegge il </span><span class="s5">concetto</span><span class="s5"> di </span><span class="s5">“</span><span class="s5">decorazione</span><span class="s5">”</span><span class="s5"> come</span><span class="s5"> rivestimento funzionale, parte integrante del</span><span class="s5"> progetto e dell’intero</span><span class="s5"> processo co</span><span class="s5">stitutivo</span><span class="s5">. In quest’ottica, la ceramica, da semplice unità decorativa, si trasforma in superficie strutturale e narrativa: materia espressiva capace di definire lo spazio, attivando percezioni estetiche e sensoriali. </span><span class="s5">Attraverso casi di studio emblematici, si esplora una ceramica i</span><span class="s5">n equilibrio tra arte e tecnica, </span><span class="s5">tra </span><span class="s5">artigianalità e produzione industriale, </span><span class="s5">capace di</span><span class="s5"> riacquista</span><span class="s5">re</span><span class="s5"> nuovi valori compositivi, conferendo ritmo e identità all’interno architettonico.</span></p>2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/ihttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/692Storia di un fallimento2026-05-20T21:09:58+00:00Santi Centineoalykandro@gmail.com<p>L’articolo analizza criticamente la vicenda del laboratorio di ceramica della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Bauhaus</span></span>, interpretandola come una delle esperienze più contraddittorie del progetto pedagogico della scuola tedesca. Attraverso una ricostruzione storica delle sue origini, del trasferimento a Dornburg e delle figure chiave coinvolte — tra cui Gerhard Marcks, Max Krehan, Theodor Bogler, Otto Lindig e Marguerite Friedländer — il contributo evidenzia il conflitto tra sperimentazione artistica, tradizione artigianale e aspirazione alla produzione industriale promosso da Walter Gropius. L’indagine mostra come il laboratorio di ceramica non sia mai riuscito a integrarsi pienamente nei processi industriali auspicati dalla direzione della scuola, pur mantenendo una forte autonomia formale e progettuale. Parallelamente, il testo approfondisce le ricerche tecniche e compositive sviluppate nell’officina, dalle sperimentazioni plastiche di Marcks alle innovazioni modulari di Bogler, evidenziando il ruolo della ceramica come ambito autonomo di ricerca, difficilmente riconducibile ai principi del funzionalismo moderno. Attraverso una lettura critica delle dinamiche interne alla scuola e delle successive traiettorie biografiche dei protagonisti, l’articolo interpreta il laboratorio di Dornburg come un’esperienza sospesa tra utopia comunitaria, ricerca artistica e tensioni ideologiche, il cui apparente fallimento risulta oggi fondamentale per comprendere le ambiguità culturali e progettuali della Bauhaus.</p>2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/ihttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/696La ceramica safavide2026-05-20T21:09:58+00:00Parisa Darvalykandro@gmail.com<p>L’articolo analizza il ruolo della ceramica safavide nella costruzione dello spazio architettonico attraverso lo studio della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Moschea dello Sceicco Loṭfollāh</span></span>, uno dei principali esempi dell’architettura safavide di Isfahan. Il contributo interpreta la ceramica non come semplice decorazione, bensì come un dispositivo percettivo capace di definire l’esperienza spaziale attraverso il colore, la luce e la continuità della superficie. L’analisi approfondisce il rapporto tra tecniche ceramiche, sistemi cromatici, motivi decorativi e illuminazione naturale, evidenziando come il passaggio dal mosaico ceramico alla tecnica haft-rang abbia trasformato la superficie architettonica da composizione frammentata a un campo visivo continuo. Particolare attenzione è dedicata alla cupola, la cui geometria radiale e l'interazione con la luce creano un ambiente dinamico e immersivo. L’articolo evidenzia inoltre il ruolo della calligrafia e dell’ornamento nella costruzione di continuità visiva e di significato simbolico, mostrando come la superficie ceramica diventi uno strumento progettuale capace di mediare tra materia, percezione e rappresentazione spirituale.</p>2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/ihttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/694Pietra urbana2026-05-20T21:09:58+00:00Paolo Di Nardoalykandro@gmail.com<p>L’articolo analizza il progetto di riqualificazione di Piazza Montanelli a Fucecchio come caso studio di rigenerazione urbana contemporanea fondata sull’integrazione tra materia, percezione e spazio pubblico. Attraverso una lettura critica del progetto, il contributo approfondisce il ruolo della pietra come dispositivo progettuale capace di costruire identità urbana, continuità spaziale ed esperienza multisensoriale. La superficie lapidea continua, concepita come un “tappeto urbano”, ridefinisce la percezione della piazza attraverso l’interazione con luce, acqua e vegetazione, trasformando uno spazio precedentemente anonimo in un ambiente relazionale e riconoscibile. L’articolo indaga inoltre il rapporto tra materialità, infrastruttura e dimensione sociale, evidenziando come il progetto contemporaneo dello spazio pubblico possa favorire permanenza, inclusione e senso di appartenenza collettiva. Attraverso riferimenti teorici al public space design, al landscape urbanism e alla dimensione percettiva dell’architettura, il contributo interpreta Piazza Montanelli come un modello di trasformazione urbana capace di coniugare continuità storica, sostenibilità ambientale e qualità esperienziale dello spazio pubblico contemporaneo.</p>2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/ihttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/697Dal marmo al tessuto2026-05-20T21:09:57+00:00Paolo Franzoalykandro@gmail.com<p><span class="s4">Il contributo esplora il ruolo del marmo nella moda contemporanea attraverso il caso di studio del brand italiano </span><span class="s5">Fili Pari</span><span class="s4"> e del materiale brevettato </span><span class="s5">Mar/More®</span><span class="s4">, sviluppato a partire da polveri di marmo recuperate dagli scarti di cava. L’articolo indaga come la traslazione di una materia tradizionalmente associata alla monumentalità e alla permanenza possa assumere, nel contesto del fashion design, una valenza sensoriale, relazionale e postumana. Attraverso un approccio teorico che intreccia il nuovo materialismo e il pensiero postumano, il marmo viene interpretato non come oggetto statico, ma come agente attivo di relazione e di cura, capace di co-produrre esperienze e significati. </span><span class="s5">Mar/More®</span><span class="s4"> diventa così un dispositivo di ibridazione fra geologia e corporeità, in cui la pietra, resa flessibile e indossabile, ridefinisce la percezione del corpo e la nozione di sostenibilità. Il progetto di Fili Pari dimostra come la moda possa operare come laboratorio di sperimentazione ecologica e simbolica, capace di rigenerare i legami tra l’umano e la materia attraverso un’estetica della coabitazione.</span><span class="s4"> La ricerca propone infine una riflessione più ampia sul design come pratica di cura e di responsabilità condivisa, orientata alla costruzione di nuove ecologie del sensibile.</span></p>2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/ihttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/698Oltre l’ornamento2026-05-20T21:09:57+00:00Gianpiero Alfaranoalykandro@gmail.com<p class="p1">L’articolo propone una rilettura critica del marmo nel design contemporaneo delle superfici attraverso il paradigma della cultura materiale della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Bauhaus</span></span>. Superando la tradizionale interpretazione del marmo come materiale ornamentale o simbolo di monumentalità, il contributo analizza come le trasformazioni tecnologiche contemporanee ne abbiano ridefinito il ruolo progettuale. Il testo evidenzia come il marmo possa oggi essere interpretato come materia progettata, capace di partecipare attivamente alla costruzione percettiva e multisensoriale dello spazio. L’analisi approfondisce il rapporto tra cultura materiale, fabbricazione digitale e surface design, mettendo in luce il contributo delle tecnologie CNC, della modularizzazione e delle superfici tridimensionali nella ridefinizione del materiale lapideo come superficie attiva e performativa. In questo quadro, i principi bauhausiani di integrazione tra materia, tecnica e forma vengono reinterpretati come strumenti critici per comprendere la contemporaneità del marmo oltre la sua dimensione decorativa. Attraverso riferimenti teorici e casi studio, l’articolo dimostra come il marmo possa essere considerato un medium progettuale dinamico, capace di coniugare memoria materiale, innovazione tecnologica e progettazione esperienziale.</p>2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/ihttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/699Materia pensante2026-05-20T21:09:57+00:00Leonardo Gómez Haroalykandro@gmail.com<p><span class="s9">I materiali ceramici erano tradizionalmente associati all'artigianato. Questa competenza si apprendeva nelle botteghe dei maestri artigiani. Ora viene insegnata in corsi orientati a diversi percorsi di carriera legati al design, all'industria e alla tecnologia. Lo stesso vale per gli studi di arti visive, che richiedono anch'essi una formazione specialistica. Tuttavia, la specializzazione non favorisce l'interdisciplinarit</span><span class="s9">à</span><span class="s9">. Cos</span><span class="s9">ì</span><span class="s9">, i ceramisti considerano estetica e decorazione equivalenti, mentre gli artisti rifuggono il virtuosismo, concentrandosi esclusivamente sul processo creativo. Faremo riferimento a quest'ultimo in questo contesto.</span></p>2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/ihttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/700Paesaggi geologici2026-05-20T21:09:57+00:00Antonella Pettorrusoalykandro@gmail.com<p>Il contributo esplora la pietra come agente materiale attivo nel progetto contemporaneo, superando una lettura meramente prestazionale e interpretandola come dispositivo narrativo, ecosistemico e percettivo. La pietra, naturale e “artificiale”, è intesa come geologia culturale e come infrastruttura ecologica. L’approfondimento sulla stereotomia delle cave di Favignana e sulla composizione dei cinti e delle grotte della Val Basento mostra come il disegno del taglio e del vuoto diventi uno strumento di progetto paesaggistico. Gli esiti lapidei ibridi aprono scenari in cui identità, sostenibilità e benessere si giocano sulle scelte materiche consapevoli.</p>2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/ihttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/701Il fascino d’Oriente2026-05-20T21:09:56+00:00Marcello Scalzoalykandro@gmail.com<p>L’articolo analizza le suggestioni orientaliste nella ceramica italiana tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, con particolare attenzione alla produzione della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Lenci</span></span> e dei suoi epigoni. Attraverso una ricostruzione storico-artistica, il contributo evidenzia come l’immaginario esotico ed erotico derivato dall’Orientalismo europeo abbia influenzato profondamente la produzione di figurini ceramici destinati alla borghesia italiana. Fanciulle orientali, odalische e danzatrici diventano protagoniste di un repertorio decorativo che fonde l'Art Déco, il gusto esotico e la serialità artigianale. L’articolo approfondisce inoltre il ruolo delle manifatture post-Lenci — tra cui Ars Pulchra, C.I.A. Manna, Le Bertetti, Ronzan e Liani — nella diffusione di una ceramica artistica seriale capace di coniugare qualità estetica e diffusione commerciale. Le ceramiche orientaliste vengono così interpretate come espressione di un immaginario sospeso tra modernità, evasione fantastica e nostalgia esotica, nonché come una delle ultime forme di resistenza estetica della ceramica artigianale di fronte alla crescente industrializzazione del secondo dopoguerra.</p>2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/ihttps://and-architettura.it/index.php/and/article/view/702Materia progettata2026-05-20T21:09:56+00:00Alessandro Spennatoalessandro.spennato@unifi.it<p>L’articolo esplora il progetto delle superfici ceramiche tridimensionali come ambito di relazione tra il processo digitale, la materia e la percezione. Attraverso un approccio di research through design, il contributo interpreta la ceramica non come semplice rivestimento, bensì come materia progettata, capace di integrare la configurazione spaziale e la risposta sensoriale. La ricerca analizza superfici ceramiche 3D sviluppate con strumenti parametrici e tecnologie di digital fabrication, evidenziando come microvariazioni geometriche influenzino la profondità, la luce e la continuità percettiva. Il confronto tra materia ceramica e materia pietrosa viene reinterpretato come traduzione progettuale di processi geologici quali la stratificazione e l’erosione. I risultati mostrano come le superfici tridimensionali possano agire come dispositivi atmosferici e percettivi, capaci di mediare tra la serialità industriale e la variazione formale controllata. L’articolo propone infine una riflessione sul ruolo della manifattura additiva nel design contemporaneo, evidenziando la superficie come campo attivo di ricerca e di produzione di conoscenza.</p>2025-12-31T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Autore/i