AND Rivista di architetture, città e architetti
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AND, Rivista scientifica di architettura e designDNA Editriceit-ITAND Rivista di architetture, città e architetti1723-9990Progettare l’incertezza
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Alessandro Spennato
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2026-06-302026-06-3049149Materia sensibile
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<p>L’articolo indaga come l’Intelligenza Artificiale generativa trasformi la progettazione di colore, materiali e finiture (CMF). Attraverso un approccio qualitativo-esplorativo, analizza le possibilità della generazione visiva e lo scarto tra la plausibilità dell’immagine e la realtà materica. Emerge uno spostamento del valore progettuale dalla produzione di alternative alla loro selezione e verifica critica. La ricerca propone il concetto di sensibilità progettuale aumentata, in cui l’esplorazione algoritmica si integra con le competenze percettive, tecniche e culturali del designer.</p>Gianpiero Alfarano
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2026-06-302026-06-304911023Dialoghi progettuali
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<p>Nel progetto architettonico, la risposta dello strumento non è mai neutra, ma interferisce con la formulazione del problema, orienta le scelte e ridefinisce il corso dell’azione. Con l’intelligenza artificiale generativa, questa relazione assume una forma inedita. Muovendo dal concetto schöniano di <em>back talk</em>, il contributo analizza sei workflow documentati per interrogare la soglia in cui un output cessa di essere suggestione visuale e acquisisce consistenza operativa. L’obiettivo è chiarire come variazione, controllo e reintegrazione ridefiniscano il ruolo del progettista nei processi mediati dall’IA.</p>Vincenzo BerardiDaniele ColapintoNicola Parisi
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2026-06-302026-06-304912429Radical design e IA
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<p>Il contributo analizza il rapporto tra <span class="s10">Radical Design</span> fiorentino e <span class="s10">AI Urbanism</span> attraverso un approccio qualitativo, storico-critico e comparativo. L'obiettivo è verificare se alcune categorie teoriche oggi associate all'intelligenza artificiale applicata alla progettazione urbana trovino anticipazioni nella ricerca radicale degli anni Sessanta e Settanta. L'analisi evidenzia continuità nella concezione della città come processo, nella ridefinizione del ruolo dell'architetto e nel rapporto tra calcolo e progetto, proponendo una lettura genealogica dell'<span class="s10">AI Urbanism</span> come evoluzione di una più ampia trasformazione della cultura progettuale.</p>Leonardo Bua
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2026-06-302026-06-304913037Realtà sintetiche
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<p>Il contributo propone una rassegna critica e interdisciplinare dello stato dell'arte dell'intelligenza artificiale (IA) generativa, assumendo come oggetto specifico il passaggio dai modelli linguistici a quelli generativi video e le conseguenze che ne derivano sulla comunicazione pubblica. L'argomento centrale è che il paradigma della scala — l'idea che l'aumento di parametri, dati e potenza di calcolo produca miglioramenti prevedibili — ha reso possibile in meno di quattro anni la sintesi di sequenze audiovisive fotorealistiche, ma è oggi vincolato da tre ordini di limiti: (i) limiti <em>epistemici</em>, relativi alla misurazione delle capacità, alla coerenza fisica delle scene generate e alla natura statisticamente inevitabile delle allucinazioni; (ii) limiti <em>comunicativi</em>, relativi all'erosione del valore probatorio della registrazione audiovisiva; (iii) limiti <em>normativi</em>, relativi all'emergere di un diritto dell'IA vincolante in Europa. Si mostra come la tesi del «simulatore di mondo» (OpenAI 2024) sia smentita dai benchmark di senso comune fisico (Bansal et al. 2024; Kang et al. 2024), come il <em>dividendo del mentitore</em> (Chesney e Citron 2019) e la perdita del «sostegno epistemico» della registrazione (Rini 2020) ridefiniscano il problema della disinformazione, e come l'articolo 50 del Regolamento (UE) 2024/1689 e la Legge italiana 132/2025 traducano tali questioni tecniche in obblighi giuridici. L’analisi si chiude con un’agenda di ricerca orientata alla valutazione, alla provenienza dei contenuti, alla fiducia e agli impatti sulle industrie creative.</p>Parisa Darv
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2026-06-302026-06-304913847Profetiche automazioni
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<p>L’intelligenza artificiale generativa è spesso presentata come uno strumento per ampliare la creatività e l’innovazione progettuale. Questo articolo propone una lettura critica, sostenendo che l’AI riveli la natura statistica e non eccezionale del progetto. Attraverso il principio di mediocrità, la nozione di hallucinated mediocrity (Steyerl, 2023) e la teoria marxiana dell’alienazione, il contributo interpreta il design come pratica ricombinatoria e analizza l’emergere di una nuova alienazione cognitiva, in cui la generazione delle soluzioni viene delegata alle macchine, mentre all’essere umano resta il compito di giustificarle.</p>Jacopo Battisti
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2026-06-302026-06-304914857Spazio immateriale
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<p>Il testo esplora come l’intelligenza artificiale generativa trasformi lo spazio immateriale del progetto, ridefinendo le relazioni tra immaginario, creatività e rappresentazione nel design e nell’architettura. Attraverso un approccio qualitativo-interpretativo, introduce il concetto di progetto sintetico, fondato sull’interazione tra l’intenzionalità umana, la memoria culturale e la generazione algoritmica. L’analisi evidenzia come deviazioni, selezioni e verifiche critiche trasformino le possibilità generate in scelte progettuali consapevoli, riaffermando il ruolo interpretativo e la responsabilità del progettista.</p>Paolo Di Nardo
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2026-06-302026-06-304915871Creatività generativa
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<p><span class="s9">Questo contributo si inserisce nel dibattito sul design della comunicazione audiovisiva generativa, con l'obiettivo di analizzare come gli strumenti di IA generativa trasformino le strutture del pensiero progettuale e i processi autoriali. Adottando un approccio critico-interpretativo fondato </span><span class="s9">sulla case</span><span class="s9">study </span><span class="s9">analysis</span><span class="s9"> e sulla </span><span class="s9">research</span> <span class="s9">through</span><span class="s9"> design, il paper analizza tre casi internazionali selezionati per eterogeneità contestuale. I risultati mostrano che il passaggio dal </span><span class="s9">keyframe</span><span class="s9"> al prompt configura una trasformazione epistemica del processo e che l'autorialità si riconfigura diversamente a seconda del contesto produttivo. Il contributo originale è una tassonomia di tre modelli di processo: emergente, vincolato ed esplorativo.</span></p>Giulia Panadisi
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2026-06-302026-06-304917281AI e Design Process
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<p>L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi progettuali sta ridefinendo non solo gli strumenti e le pratiche operative, ma anche le stesse condizioni epistemologiche della conoscenza nel progetto. Il contributo propone una lettura critica dell’AI come agente dialogico nella fase di ricerca e ispirazione del Design Thinking, superando una visione meramente strumentale o generativa. A partire dalla metodologia Enhanced (AI)nspiration e dalle sperimentazioni sulla fase creativa nell’uso dei sistemi text-to-image, il paper indaga il ruolo dell’AI come dispositivo cognitivo capace di amplificare l’esplorazione sistemica, la costruzione del problema e l’anticipazione delle conseguenze progettuali. Integrando Systems Thinking, Humanity-Centered Design e Research through Design (RtD), si propone una prospettiva che ridefinisce la creatività come processo co-evolutivo tra l’umano e la macchina, evidenziandone tensioni, limiti e potenzialità. Piuttosto che accelerare la produzione di soluzioni, questo lavoro propone di interpretare l’AI come infrastruttura epistemica all’interno del RtD, il cui valore risiede nella capacità di destabilizzare le assunzioni, ampliare il campo problematico e abilitare una costruzione critica delle domande di progetto.</p>Arianna VignatiBenedetta Terenzi
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2026-06-302026-06-304918289Immagini latenti
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<p>L’articolo indaga la continuità e le discontinuità tra il fotomontaggio delle avanguardie radicali e le immagini generate dall’intelligenza artificiale generativa. Attraverso un approccio qualitativo-comparativo, analizza come collage, montaggio e sistemi generativi trasformino la rappresentazione in uno strumento di esplorazione progettuale. La nozione di immagine latente descrive un campo di possibilità in continua evoluzione, in cui intenzione, variazione, scarto e selezione ridefiniscono l’autorialità. Il contributo evidenzia il ruolo del giudizio critico nel trasformare le alternative visive in innovazione progettuale.</p>Marcello ScalzoAlessandro Spennato
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2026-06-302026-06-3049190101