Dal marmo al tessuto

Materialità, postumanesimo e sostenibilità nel caso Fili Pari

Parole chiave: Marmo indossabile, Moda postumana, Nuovo materialismo, Agency della materia, Design sensoriale

Abstract

Il contributo esplora il ruolo del marmo nella moda contemporanea attraverso il caso di studio del brand italiano Fili Pari e del materiale brevettato Mar/More®, sviluppato a partire da polveri di marmo recuperate dagli scarti di cava. L’articolo indaga come la traslazione di una materia tradizionalmente associata alla monumentalità e alla permanenza possa assumere, nel contesto del fashion design, una valenza sensoriale, relazionale e postumana. Attraverso un approccio teorico che intreccia il nuovo materialismo e il pensiero postumano, il marmo viene interpretato non come oggetto statico, ma come agente attivo di relazione e di cura, capace di co-produrre esperienze e significati. Mar/More® diventa così un dispositivo di ibridazione fra geologia e corporeità, in cui la pietra, resa flessibile e indossabile, ridefinisce la percezione del corpo e la nozione di sostenibilità. Il progetto di Fili Pari dimostra come la moda possa operare come laboratorio di sperimentazione ecologica e simbolica, capace di rigenerare i legami tra l’umano e la materia attraverso un’estetica della coabitazione. La ricerca propone infine una riflessione più ampia sul design come pratica di cura e di responsabilità condivisa, orientata alla costruzione di nuove ecologie del sensibile.

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Pubblicato
2025-12-31
Come citare
Franzo, P. (2025). Dal marmo al tessuto: Materialità, postumanesimo e sostenibilità nel caso Fili Pari. AND Rivista Di Architetture, Città E Architetti, 48(2), 50-57. Recuperato da https://and-architettura.it/index.php/and/article/view/697